Nasce la nona impresa col servizio Microcredito della Caritas Diocesana

CATANIA. Un altro piccolo e importante tassello per contribuire all'ispessimento del tessuto produttivo della Città. Da qualche settimana è attiva la nona impresa nata nell'ambito del servizio microcredito della Caritas Diocesana. Il beneficiario è Lino Penzavalli che ha usufruito del microcredito etico sociale erogato dalla Banca di Credito Cooperativo Etneo S.C. di Catania (filiale 1 di Via Cesare Beccaria 1) per 4 mila euro. Grazie a questo intervento, Lino e la moglie Loredana Bocchieri potranno svolgere entrambi l'attività professionale di formatori all'utilizzo dell'abaco Soroban per insegnanti e studenti delle varie classi di scuole statali. Attualmente sono già state stipulate 3 convenzioni con istituti scolastici statali di classi materne ed elementari.

Un'altra bella e travagliata storia di rinascita accompagnata dal costante sostegno spirituale e materiale della Caritas Diocesana. «Ci siamo trovati in un momento della nostra vita – hanno spiegato i coniugi – in cui il lavoro che avevamo non ci è stato riconfermato e alla nostra età, siamo dei cinquantenni, non è facile trovare collocamento, per cui abbiamo pensato subito di realizzare un progetto che in parte avevamo avviato in Venezuela». Nel Paese Sudamericano lavorava Loredana – era socia di una scuola privata – ma successivamente, per motivi politici, entrambi sono stati costretti a rientrare in Italia. Poi, l'incontro con il servizio microcredito dell'organismo diocesano. «Casualmente – ha aggiunto Loredana – ho letto che la Caritas aiutava nella concessione di microcredito e subito abbiamo telefonato per avere un parere». Nella sede di Via Acquicella (n.104) il primo appuntamento con Salvo Pappalardo, responsabile delle attività in Caritas e uno dei referenti del servizio microcredito. «Sin dal primo momento, si è rivelata la persona splendida che è. Non è stato facile ottenere il credito, ma grandezza di tutto lo staff e di Salvo ci ha portato a realizzare il nostro piccolo sogno».

L'abaco magico, il progetto sostenuto dalla nona impresa nata nell'ambito del servizio microcredito della Caritas Diocesana, ha una storia antica e complessa che risale a oltre duemila anni fa quando era uno strumento che aiutava i mercanti a svolgere i calcoli indispensabili al loro mestiere. «Nei secoli, sulla scorta anche dell'esperienza cinese – si legge nella presentazione del progetto –, è stato sviluppato e messo a punto nel XVI secolo in Giappone l'abaco Soroban, utilizzato dal 1938 in tutte le scuole nipponiche per il potenziamento delle abilità di calcolo fin dall'infanzia». L'utilizzo dell'abaco permette un miglioramento della memoria numerica e della memoria nella disposizione spaziale, nonché il progresso nella risoluzione dei problemi matematici generali insegnati nella scuola elementare. Il progetto promuove l'utilizzo dell'abaco a partire dai 3 anni di età per superare i problemi legati al calcolo e alla matematica, considerazioni che derivano dall'esperienza quotidiana nelle classi in cui MagicAbaco è già stato adottato e ha permesso un «rapido apprendimento dell'uso dello strumento, miglioramento nel calcolo a mente e scritto, accrescimento dei tempi di concentrazione e memoria» e molto altro.

Il progetto di Lino e Loredana è ad ampio respiro: «prevediamo di realizzare un centro di formazione permanente per insegnanti che desiderano apprendere la metodologia di insegnamento dell'abaco Soroban per usarlo nella didattica quotidiana e di formare un gruppo di insegnanti non contrattualizzati con il Ministero dell'Istruzione al fine di presentare ai vari istituti il progetto “Abaco Magico” e inserire un'ora settimanale integrativa alla didattica scolastica». La Regione siciliana, hanno aggiunto i coniugi, ha già riconosciuto l'inserimento della didattica dell'abaco Soroban e quindi «è necessario attivarsi per la formazione degli insegnanti e preparare i corsi per gli alunni».

(26/07/18)

 

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