Percorsi di accoglienza, ascolto, orientamento e sensibilizzazione
presso il

Centro di Ascolto  Diocesano
Via Canfora, 89 - Catania
Tel. 095- 434495
lunedì e giovedì ore 9 - 11
venerdì ore 15 - 17


per informazioni è possibile
contattare Giovanni Calleri
centro.ascolto@caritascatania.it 
   

Centro di ascolto diocesano
...per riconoscere che i diversi volti della povertà umana sono il centro della comunità ecclesiale.

Il Centro di ascolto è espressione della comunità cristiana, frutto di un preciso progetto pastorale. il Centro di ascolto è lo strumento che sollecita la corresponsabilità di tutta la comunità e non il luogo della sua delega; non esonera cioè gli altri cristiani dal dovere dell'ascolto, dell'accoglienza e della testimonianza, ma è espressione visibile e concreta di un coinvolgimento comunitario ed insieme stimolo a ulteriore impegno.

Il Centro di ascolto, pertanto, non esaurisce il suo compito nell'ascoltare e accompagnare le persone in stato di bisogno, ma deve essere in stretto collegamento con la comunità cristiana a diversi livelli (parrocchiale, vicariale, diocesano), curando, in modo particolare, il rapporto con il Consiglio Pastorale, la Caritas Parrocchiale, Vicariale e Diocesana.

Se questo rapporto non funziona, si determina l'inaridirsi del collegamento con la comunità cristiana e, di conseguenza, il venir meno delle caratteristiche pastorali del Centro di ascolto.

Il Centro di ascolto deve essere promotore di processi di cambiamento e responsabilizzazione, perché il territorio diventi comunità capace di esprimere solidarietà nella giustizia. Se questo è vero nei confronti della società, non è meno vero nei confronti delle persone che vengono accolte e ascoltate.

Il Centro di Ascolto è anche luogo della distribuzione di beni?

Questa è una delle domande più frequenti alla quale è bene fornire una risposta chiara: il centro di ascolto non è il luogo della distribuzioni di alimenti, di vestiti o di altri beni. Scegliamo di distinguere il momento dell'ascolto dal momento della distribuzione per privilegiare la relazione d'aiuto fatta di ascolto attento della persona, di percorsi di liberazione dal bisogno che necessitano di interventi inseriti in un progetto.

Le persone povere, piuttosto che sentirsi in una sorte di supermercato, dovranno percepire di trovarsi tra fratelli e in una comunità che ha fatto la scelta della prossimità con i deboli. Nei giorni dedicati alla distribuzione potranno accedere solo coloro che sono inseriti in un progetto di liberazione dal bisogno e gli aiuti consegnati saranno proporzionali ai bisogni reali della persona.

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