Nasce il centro Casa della Carità “Betania”: ospiterà donne migranti con minori e il doposcuola per giovani

nastroL’Arcivescovo mons. Luigi Renna: “Qui viene accolto Cristo. Sarà presente nelle mamme immigrate con bambini, nei ragazzi che verranno a studiare”. Domenica il Pranzo di Santa Elisabetta per chiudere gli appuntamenti catanesi della Giornata mondiale dei poveri.

CATANIA. Si è inaugurata sabato, nell’ambito degli appuntamenti catanesi dedicati alla Giornata Mondiale dei Poveri, la Casa della Carità “Betania”, un centro di aiuto e di supporto ai soggetti fragili che sarà operativo per dare risposte ai molteplici bisogni del territorio.

Oggi, accanto alle tante Betania civili e religiose della nostra Arcidiocesi - spiega l’Arcivescovo mons. Luigi Renna -, ne nasce un’altra. Betania è un luogo dove si accoglie e dove nel rispetto si impara a vivere insieme, non come estranei, perché nel DNA che ci è stato donato nel giorno del nostro battesimo, c’è la scoperta che siamo tutti fratelli”.

Diverse le realtà che opereranno nella struttura: il Centro Astalli di Catania che curerà l’ospitalità e un accompagnamento complesso finalizzato all’autonomia di donne migranti con minori al seguito; l’Associazione Cappuccini e Portofranco per le attività del doposcuola nell’ottica del contrasto alla dispersione scolastica; il Centro diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili guidato dall’avvocato Remigia D’ Agata; la Migrantes diretta da don Carlo Palazzolo; l’UCIIM, la cui presidente è Maria Antonietta Baiamonte, che ha cura della formazione dei docenti. Uno spazio che inoltre sarà a disposizione anche per gli scouts dellAgesci e il loro direttivo. L’iniziativa è stata resa possibile dall’Arcidiocesi di Catania che detiene la proprietà dello stabile e che ha provveduto al restauro dei locali grazie al ricavato della vendita di un immobile donato a fini caritativi dalla signora Maria Teresa Di Bella. La Caritas diocesana di Catania si è occupata di fornire gli arredi degli ambienti.

Secondo momento dedicato alla Giornata mondiale dei poveri si è tenuto ieri, domenica 19 novembre alle 13, con il tradizionale pranzo di Santa Elisabetta organizzato dall’Ordine Francescano Secolare con il supporto della Caritas diocesana di Catania. L’evento si è avvalso del gratuito patrocinio del Comune di Catania e della partecipazione del sindaco Enrico Trantino, Il pranzo per più fragili della città è stato preceduto alle 11:30 dalla celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, con la concelebrazione di don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas diocesana.

Il pranzo con i poveri nella chiesa di San Luigi con l'Ordine Secolare Francescano - evidenzia l’Arcivescovo -, è il segno di una condivisione quotidiana che non fa mancare il pane ai poveri nelle varie mense della nostra Arcidiocesi”. Aggiunge la sua riflessione anche don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas diocesana: “Siamo giunti alla 7ª Giornata Mondiale dei Poveri. Speriamo si possa, un giorno, celebrare la Giornata Mondiale dei Ricchi, non di denaro, ma di dignità e onore, di umanità. Fino a quel giorno S. Elisabetta d'Ungheria, che era regina, ci insegnerà che non si può regnare senza avere accanto il Re, e questo Re è nel povero seduto vicino a noi, e che spezza il pane per noi. È lui che ci dà da mangiare. Noi ci limitiamo a servirlo”.

Il pranzo è stato preparato e servito per i più bisognosi dalle fraternità francescane secolari in collaborazione con la Caritas.

‘Ogni giorno siamo impegnati nell’accoglienza dei poveri, eppure non basta’ ci dice papa Francesco: il Pranzo di Santa Elisabetta nella Giornata Mondiale dei Poveri - evidenzia Carmelo Vitello, ministro regionale dell’Ordine Francescano di Sicilia - continui ad essere segno fecondo della misericordia del Padre che ci chiama ad essere Fratelli tutti, ci liberi dalla retorica sulle povertà e ci impegni giorno per giorno alla prossimità per superare le paure e preconcetti, proprio come fece Francesco con i lebbrosi e con le mura dei castelli medievali. In questa domenica di grazia tutti siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno per essere donne e uomini nuovi capaci di tendere la mano per una Chiesa in uscita, povera e per i poveri”.

(19/11/23)

 

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