Esplosione di Beirut, la solidarietà della Caritas Diocesana

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(Fonte immagine: SIR)

La Caritas Diocesana di Catania esprime cordoglio e solidarietà al popolo libanese per la tragedia avvenuta nel pomeriggio di martedì 4 agosto nel porto di Beirut, quando l’esplosione di un deposito, che custodiva 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio, ha provocato, secondo un gli ultimi aggiornamenti, 157 morti, tra cui anche una donna italiana di 92 anni, nata a Beirut e iscritta al registro anagrafico di Roma dei cittadini residenti all’estero, e circa 5 mila feriti (almeno 10 gli italiani). L’organismo pastorale dell’Arcidiocesi di Catania si è già attivato per fornire supporto in tempi brevi, mentre Caritas Italiana, dagli anni ‘80 impegnata nel Paese dei cedri con un sostegno ai progetti di Caritas Libano, ha messo a disposizione dei conti correnti per quanti volessero donare (riferimenti in fondo alla pagina).

Nel corso delle ultime notti, la situazione si è aggravata ulteriormente con disordini e proteste della popolazione locale che, secondo quanto riportato dalla Bbc, si sono concentrati nei pressi del Parlamento. Una situazione di alta tensione per un Paese che ormai da anni si trova in piena crisi economica e sociale. Continuano a destare preoccupazione le conseguenze legate all’emergenza sanitaria, già pesantemente aggravata dalla presenza del Covid-19, la presenza di tossine nell’aria, e il “peso” economico e infrastrutturale dell’esplosione che risulta ancora non stimato, considerando che il più grande ospedale, così come interi quartieri, strade, automobili, esercizi commerciali, sono stati pesantemente danneggiati. Anche migliaia di tonnellate di materiali presenti nel porto sono andate ovviamente distrutte, tra cui anche tantissimi generi di prima necessità che «sono indispensabili – si legge in una nota di Caritas Italiana – in un paese fortemente dipendente dalle importazioni».

La Caritas Diocesana di Catania mantiene con Caritas Libano un rapporto consolidato anche in seguito alla Study Visit del 2018, quando il nostro responsabile Salvo Pappalardo, rappresentando la Sicilia all’interno della delegazione organizzata da Caritas Italiana, effettuò una missione di conoscenza sul campo della realtà libanese, approfondendo, con incontri, testimonianze e visite sul campo, gli aspetti dell'intercultura e della convivenza tra religioni, ma anche la situazione relativa all'accoglienza dei rifugiati e le molteplici conseguenze prodotte dai conflitti in corso in Siria e in Terra Santa. Anche per queste ragioni, l’organismo pastorale dell’Arcidiocesi di Catania si sta già attivando per fornire il proprio supporto a Caritas Libano, la cui sede nazionale, pur trovandosi a diversi chilometri di distanza dall’esplosione, ha riportato alcuni danni (vetri e arredi spazzati via). La sede locale della Caritas, grazie ai suoi volontari, si è già attivata con «la propria rete – continua la nota di Caritas Italiana – per farsi prossima alle migliaia di persone colpite e ai numerosi sfollati che nel corso dei prossimi giorni non potranno rientrare nelle loro case che sono state distrutte».

È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana (Via Aurelia 796 - 00165 Roma), utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line tramite il sito  www.caritas.it, o bonifico bancario (causale “Emergenza Libano”) tramite:

•Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –

Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

•Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S,Roma­-

Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474

•Banco Posta, viale Europa 175, Roma –

Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013

•UniCredit, via Taranto 49, Roma –

Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

(07/08/2020)

 

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